—Ecco Martino Alonzo che ha qualche cosa da dirmi;—pensò l'almirante.

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Difatti il comandante della Pinta voleva parlare a Cristoforo Colombo. Questi, alcuni giorni prima, gli aveva fatta passare la carta nautica, a lui mandata da Paolo Toscanelli: una carta sulla quale era segnata la famosa isola di Cipango, ad una distanza che oramai doveva essere stata oltrepassata da loro. E di questo dubbio, che glie ne era venuto, voleva intrattenersi Martino Alonzo Pinzon coll'almirante.

—Pare anche a me, che abbiamo fatto un cammino più lungo;—gridò Cristoforo Colombo al Pinzon.—Ma forse il Toscanelli ha fallato il punto, collocando la grande isola sulla carta, o noi, ingannati dalle correnti che ci han fatto derivare, abbiamo fallata la stima.

—Potrebbe anche darsi,—ripigliò il Pinzon,—che noi ci fossimo tenuti troppo a ponente. Non credete opportuno di appoggiare un poco a garbino?

—Non credo;—disse l'almirante.—Del resto, fatemi passare la carta, e osserverò meglio ancor io. Intanto non cangiate di rombo; mi raccomando.—

La carta arrotolata e raccomandata ad una sagola fu scagliata a bordo della Santa Maria. Cristoforo Colombo la portò allora nella sua cameretta, la spiegò sul deschetto, e si fece ad osservare, insieme coi più sperimentati dei suoi ufficiali, quale potesse per allora essere la posizione delle navi.

Il lettore si maraviglierà che Cristoforo Colombo volesse rilevare il punto di stima sopra una carta fatta di suo capo da un fisico fiorentino, e nella quale era segnata l'isola di Cipango ad una distanza immaginaria. Ma pensi il lettore che quella carta, fatta avanti la scoperta delle così dette Indie occidentali, era tuttavia condotta secondo due norme, che parevano sicure a que' tempi: la divisione della [pg!43] circonferenza del globo terrestre in ventiquattro zone, di quindici gradi ciascuna, che formavano in tutto trecentosessanta gradi, e il passo biblico di Esdra, ov'era detto che, diviso il nostro globo in sette parti, sei sono terra, e la settima è ricoperta dalle acque. Messe a riscontro queste due nozioni, aggiunta la notizia delle parti della terra già scoperte al tempo di Tolomeo, aggiunto finalmente tutto quel tratto che Marco Polo aveva visitato ad oriente, e i Genovesi scoperto ad occidente, non era difficile tracciare lo spazio di mare che doveva intercedere fra le Azzorre, estremità occidentale di Europa, e Cipango, estremità orientale dell'Asia. Il difficile sarebbe ora di credere a quella sistematica fabbricazione di carte nautiche; ma non era difficile allora. E ad ogni modo si può considerare con benevolenza un errore, il quale, rasentando la verità, condusse un uomo ardito e intelligente a scoprirla.

Lo studio di Cristoforo Colombo e de' suoi piloti fu repentinamente interrotto da un grido d'allegrezza. Quel grido, ripetuto e rinforzato da molte voci, veniva dalla Pinta. L'almirante uscì tosto in coperta, e vide Martino Alonzo Pinzon, ritto sul castello di poppa della sua caravella, che alzava le mani al cielo, in atto di giubilo, gridando a squarciagola: terra! terra!

—Che è ciò che voi dite, Martino Alonzo?—gridò l'almirante a sua volta.