Intanto la Santa Maria procedeva gloriosa, fendendo i flutti, col vento in fil di ruota, e al fioco lume delle stelle baluginavano nell'ombra tutte le sue vele gonfiate. Veniva di conserva la Nina, che le sue vele quadre, sostituite alle latine nel forzato soggiorno alle Canarie, avevano resa più svelta. Precedeva di buon tratto la Pinta, la gran veliera [pg!55] della spedizione, a cui questa sua qualità e l'umore del suo comandante Martino Alonzo Pinzon avevano fatto dare i soprannomi d'impaziente e di smaniosa. «Sì, dite, dite quel che vi pare» rispondeva Martino Alonzo Pinzon, quando sentiva celiare sulla andatura frettolosa della sua caravella. «Se la Pinta mangia più leghe di voi altri, ogni giorno, è segno che ci ha buono lo stomaco. E senza bere; notate, senza bere! quantunque il suo nome gliene darebbe quasi il diritto.»
Erano le due dopo la mezzanotte, e Cristoforo Colombo passeggiava ancora sul cassero, quando da prora via gli venne un lampo negli occhi, e dopo il lampo negli occhi uno scoppio rumoroso, uno schianto agli orecchi. Era la Pinta, la precorritrice della squadra, che traeva un colpo di cannone, il lieto segnale della terra veduta.
Un'altra volta la Pinta aveva fatto quel colpo di cannone, e di testa. Se n'era pentita, e non c'era più ricascata. Se questa volta si arrisicava a sparare, doveva averlo fatto con buon fondamento.
Tutta la marinaresca della Santa Maria, tutti gli ufficiali di poppa, saltarono dai ranci e furono tosto in coperta.
I marinai di guardia alle vele avevano già data la voce, da prora e dalle gabbie. Era la Pinta che aveva sparato; la Pinta che aveva scoperta la terra. Infatti, dopo quel colpo di cannone, imbrogliava le vele, rallentava il suo corso. Così almeno pareva di vedere, nella penombra della notte stellata.
La Santa Maria proseguiva intanto il suo cammino. Raggiunse la Pinta, mentre questa compieva la manovra per mettersi in panna.
—Terra! terra!—gridò Martino Alonzo Pinzon, appena vide accostarsi la Santa Maria,—La terra, signor almirante, la terra!—
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E tutti, dal bordo della Pinta, ripetevano il grido. Tutti lo ripetevano con eco formidabile, dalla Santa Maria e dalla Nina, che si avanzava a gonfie vele pur essa.
Cristoforo Colombo aspettò che si chetasse il clamore; poi ad alta voce domandò: