—Orbene? che cosa vorreste voi dire?

—Vorrei dire che non sa il genovese, che è lingua madre, assai più dell'ebraico.—

Sorrise l'almirante, e notò con accento di arguta bontà:

—Voi due, Cosma e Damiano, mi sembrate uomini da conoscere ben altro che la sola lingua madre dei Liguri.

—Metta pure Vostra Eccellenza che conosciamo il latino;—replicò arditamente Damiano.—Se si dovesse incontrare sulla strada il Prete Janni, ci vorrebbe qualcheduno che potesse parlargli in latino, io m'immagino. Come prete, infatti, leggerà il suo breviario ogni giorno.—

A quella trovata del bizzarro Genovese non si poteva che ridere. E ridendo, Cristoforo Colombo diede licenzia ai due concittadini di seguire la spedizione entro terra. Damiano saltò dalla gioia, e subito corse ad avvisare il compagno.

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—Si parte, sai? L'almirante manda anche noi a riverire il gran Cane. Mi sa mill'anni di vederlo.

—Chi?—disse Cosma.

—Il gran Cane, perbacco. Mi preme di sapere se è muto anche lui, come tutti i cani che abbiamo trovati finora.—