Mi dissero poi che poco c'era mancato non me ne ritornassi al Creatore.

Fra le altre cose avevo anche la frattura del cranio.

Ma andate a parlare con i diciannove anni!

I medici avevano detto che la cosa sarebbe stata molto lunga; e invece fu brevissima.

Avevano prognosticato almeno due mesi di letto e in quindici o venti giorni il mio macerato corpo si era rifatto.

Io volevo guarire e tale volontà, oltre tutti i dettami della scienza, ebbe certo grande importanza.

Però come furono terribilmente lunghi i giorni trascorsi al buio e in piena solitudine con Suor Costanza!

Siccome stavo per perdere un occhio, i medici mi avevano costretto alla tenebra. Nè potevo chiedere di Giacometta, nè potevo sapere dove mi trovassi e chi fosse il mio ospite.

Mi erano evitate le emozioni. E perchè poi? Solo Suor Costanza si credette di consolarmi un giorno domandandomi se volevo vedere la signora Adalgisa.

Tale prospettata consolazione mi fece salire la febbre a quarantun gradi! E se me la facevano vedere sarei morto.