Rorò le tenne dietro.
Camminarono un poco in silenzio. Rorò mormorava, a quando a quando, qualche incomprensibile parola e sospirava come se l'aria gli venisse meno di secondo in secondo.
Ora implorava con piccola voce di pianto:
— Giacometta... Giacometta... non fatemi soffrire così, Giacometta!... Voi mi cimentate, mi fate perdere il lume della ragione! Sì, sono stato sciocco, è vero! Sciocco e volgare... ma perdonatemi!... Giacometta?... perchè non rispondete?... Volete che mi umilii ancor più?
Ella continuava a camminare, rigida nel suo silenzio, come se le parole di lui non la sfiorassero neppure.
— Come siete cattiva!... Che male vi ho fatto?
— Nessuno.
— E allora?...
— Allora è inutile. Datevi pace.
— Datemi almeno la vostra mano.