— Ero venuto per questo. Dov'è?

— È nella casa dell'orto. Vada su.

— Vado.

Nella Casa dell'orto dormivano Girolamo e Principina. Girolamo al pianterreno, tra rastrelli, vanghe, zappe e cento altri arnesi da giardinaggio; Principina al primo piano, in una cameretta tutta bianca di calce, con una sola immagine della Madonna dai Sette Dolori e un rametto di ulivo.

La casa dell'orto non aveva altre stanze; aveva solo cinque o sei nidi di rondine sotto la grondaia e una glicinia che la vestiva per metà.

Vi si arrivava per un piccolo sentiero senza ghiaia. Una grande magnolia e due pioppi la incorniciavano. Aveva, intorno, l'orto e il giardino. Alla sua destra, le grandi serre.

Era nel cuore di una città e pareva sperduta nel più dolce silenzio campestre.

Prima di entrare, mi fermai in ascolto.

Si udivano solo le campane di San Mercuriale e quelle del Duomo e del Carmine che suonavano l'Ave.

Le rondini non volavano più.