Io pure cantavo: — Vita da Re! — e Giacometta mi si stringeva al fianco. I suoi piccoli piedi erano coi miei. Le nostre gambe si intrecciavano sotto la tavola.

Ad un tratto, le chiesi una piccola cosa all'orecchio ed ella mi rispose, arrossendo:

— Sì, tutto quello che vuoi!...

Bene, e se allora mi avesse domandato di essere casto per tutto un anno, avrei accettato di buon cuore il sacrificio, perchè le volevo bene.

Ma eravamo alla fine di un capitolo e leggevamo le parole che accendono.

— Ragazzi, la cena è finita. Non c'è altro.

— Tanto meglio.

— Io vado a letto, ragazzi. Sono stanca. Alla mia età non si può vegliare.

— Buona notte, signora Zeffira!

— Buona notte.