— Prendi il lume con te.

Europa indugiò un poco come incerta sul da farsi, poi su ogni sentimento la vinse il dispetto e si avviò verso la porta a sagome dorate che immetteva nella stanza nuziale. Lasciò l'uscio socchiuso e disparve.

Manso Liturgico rimase ne l'oscurità; vide però, da uno spiraglio, un lieve chiarore giallastro, verso il quale gli occhi suoi stettero immobilmente fissi. Gli accadde allora di pensare alle squisite particolarità de l'abbigliamento notturno, alle dolcezze intravviste, alle cose imminenti che dànno un senso di penosa aspettazione. Avrebbe voluto avvicinarsi alla porta, furtivamente, senza ch'ella nulla intuisse del suo spiare, ma non si attentò. Non era impresa facile e piana quella di avventurarsi al buio nella grande sala. Chiuse gli occhi, volle dormire e il sonno gli fu nemico.

Passò così forse mezz'ora e di tanto in tanto sentì un brivido aggricciargli i capelli, alla sommità della nuca, per qualche fruscìo lungo, indeterminato che passava ne l'oscurità, che si perdeva nella notte, lontano.

Ciò che gli avevan raccontato Êrla e Giasmîn, le storie degli spiriti e dei fantasmi, ritornavano ora al suo pensiero con impensate particolarità e siccome egli, pur essendo religiosissimo, aveva sempre creduto che qualcosa di vero ci fosse, nei racconti delle visioni di spavento, non si trovava perfettamente sicuro, temendo in cuor suo di vedersi apparire innanzi l'ombra di qualche antenato del marchese Barbigi.

Avrebbe dovuto per davvero passare tutta la notte così senza poter sperare in un attimo di sosta?

Qualche tempo trascorse in cui parve stabilirsi una relativa calma; ma poi, d'improviso, i battiti del suo cuore si accrebbero intensamente poichè udì ne l'ombra, non seppe bene da qual punto giungesse, un soffio, un vero soffio umano, uguale e ritmico come nella gravità del sonno.

Si rizzò un poco sul torso, cercò acuire l'udito e si persuase che non si era ingannato; la sua non era illusione, il soffio ignoto e pauroso continuava chiarissimo e pareva si avvicinasse.

Avrebbe voluto fuggire, ma dove? E se Europa udiva? Come avrebbe risposto alle sue domande di curiosità? Però la sofferenza morale si acuì d'attimo in attimo sì che il barlume di ragione che ancora lo reggeva dileguò ad un tratto allorchè il soffio si convertì in mugolio roco. Più non ci vide, si rizzò sotto il poderoso scatto di un impulso violento, avea gli occhi sbarrati, i capelli irti e gridò per tre volte consecutive, gridò con voce forte e innaturale:

— Chi è? Chi è? Chi è?