Suo pensiero, molto apprezzato dal Popolini, fu quello della bandiera. Era necessario inalberare una bandiera sul recinto della commemorazione e Gian Battifiore la inalberò, ma avvolta in guisa da sembrar tutta rossa. Gli uomini vermigli ne impazziron di gioia.

Ora rideva il sole, (rideva, diciamo così, poichè lo vogliono fare ridanciano il severo padre de l'infinito) e su la terra passava primavera.

Dalla torre del palazzo comunale giunsero dieci tocchi di campana. Gian Battifiore guardò l'orologio, forse per la centesima volta, si soffermò aggrottando le ciglia poi si volse a Popolini e a Campana che lo seguivano:

— L'invito è per le dieci e mezzo mi pare?

— Si.

— Sono in ritardo gli invitati.

— Ma non tanto. Guarda un po' intorno.

Le tribune cominciano ad affollarsi.

Breve pausa.

— A proposito — riprese Gian Battifiore — ci siamo dimenticati di una cosa!