— O Spadarella?... Dormi?...
Ella aprì gli occhi, in sussulto. Lo zio Giovanni stava di fronte a lei, nel sole.
— Hai tardato tanto, zio!
Fu in piedi; si riassettò le vesti.
— Che ore sono?
— Le dodici e mezza — rispose lo zio Giovanni. — Bisognerà spicciarsi. Spina Rosa ci aspetterà brontolando.
— Io sono pronta. Il mio cappello l'ho lasciato in camera tua. Vado a prenderlo, zio. Permetti?
— Sì. Fai presto.
Ella si avviò innanzi correndo. Il Cavalier Mostardo le teneva dietro passo passo. Come fu alla porta del cortile, incontrò Rigaglia.
— Ci sono queste lettere per voi.