Poi, dal fondo del giardino, venne innanzi un ragazzo con una lettera.

— Per chi è? — domandò Spadarella.

— Per Mostardo — rispose il ragazzo.

Il Cavalier Mostardo guardò di traverso il sopraggiunto.

Prese la lettera, lacerò la busta, lesse:

Amico mio,

Sono al Conventino. Devo preparare la villa. Sono sola. Se passaste a tenermi compagnia, mi farebbe piacere. Non mi garba di restare isolata in campagna, specialmente di notte. Se foste con me, non avrei paura. Potete arrivare quando vi piaccia: tanto di giorno, quanto di notte. Vi aspetterò.

La vostra

Ninon Fauvétte.