Carlotta aveva un sonaglio fermato al sellino. Questo sonaglio incominciò il suo ritmico dondolìo.

Dilìn-dlin... dilìn-dlin... dilìn-dlin...

E cantavano i grilli, sempre i grilli, solamente i grilli.

— Quanti chilometri ci saranno ancora?... Tre chilometri!... Su, Carlotta, da brava!...

Un cane da pastore, balzato fuori da un'aia, si precipitò addosso all'equipaggio, la bocca spalancata.

Questo cane aveva gli occhi rossi. Mostardo vide due punti fosforici nel buio. Prese tranquillamente la pistola dalla tasca della cacciatora e sparò addosso alla belva domestica, tre, quattro volte. Si udì un guaito acutissimo e il can da pastore ruzzolò in un fosso.

Dilìn-dlin... dilìn-dlin... dilìn-dlin...

E cantavano i grilli, sempre i grilli, solamente i grilli.

— Carlotta, ci siamo...

Ecco che si apriva discretamente una porta senza far rumore.