Poi...
Dilìn-dlin... dilìn-dlin... dilìn-dlin...
— Su, Carlotta!... Da brava!...
E cantavano i grilli, sempre i grilli, solamente i grilli.
Quando arrivò al Conventino erano le tre dopo mezzanotte. Il Cavalier Mostardo guardò l'orologio e discese dal barroccino brontolando. Legò Carlotta ad un albero, vicino all'ingresso della villa e si avviò a piedi lungo il viale principesco.
Voleva fare il minor rumore possibile. Non si sapeva mai!
La villa si vedeva appena, in fondo in fondo, nascosta da una gran macchia di alberi. Cercò di ammorzare il passo sulle ghiaie. Come fu giunto a un ampio piazzale, ristette. Gli sembrò di veder scivolare un'ombra per una bianca scalinata di marmo.
Aguzzò gli occhi ma non vide cosa che si movesse. Allora si accostò piano piano. Il cuore gli batteva forte. Da quale parte sarebbe entrato, se doveva entrare? Non certo da quella scala monumentale che gli dava soggezione. Era la prima volta che si accostava al Conventino, alla famosa villa dei marchesi Alerami, e tutto quel fasto, quella solennità, quell'imperio di cose disposte come a comandare, non gli suggerivano una grande disinvoltura. Era colto dalla timidezza antica, dalla timidezza de' suoi quindici anni erratici. Tutto quanto il Cavalier Mostardo, con il suo orgoglio di uomo nuovo e di avvenire, non era più niente. Provava soggezione. Erano le cose che lo soggiogavano. I marchesi Alerami non gli avrebbero fatto nè caldo nè freddo; il Conventino lo raumiliava sotto una fiumana di ricordi e di miseria antica. Alzò gli occhi alle finestre cercando attraverso alle imposte, almeno uno spiraglio di luce. Tutto era buio, severamente buio. Possibile che la sua Mignon dormisse là dentro, in quella casa di maghi?... Come poteva entrar l'amore fra tanta severità arcigna?... L'amore che vien via ridendo e butta all'aria il mondo intiero?... Poteva farsi annunziare la dolce creatura di follìa? E passare innanzi al muso dei servi stereotipati? E fermarsi nella sala di aspetto?...
Ma non c'era neppure una finestra illuminata e la villa era grande come un paese.