— Come ne aveva diritto!... — soggiunse il Futa.

— ... e il commiato è stato giudiziario...

— Benone!... — marcò Mostardo.

— Sì, ma crede sia giovato?... Quei manigoldi sostengono che non abbandoneranno i poderi, non solo, ma il nostro agente non può più presentarsi sull'aia perchè lo minacciano con gli schioppi!...

— Ah, i tedeschi!... — sospirò il conte Lanfranco.

— Un mese di tedeschi per questa gente e le cose sarebbero a posto!... — soggiunse il Futa.

— Almeno non fatevi sentire!... — disse donna Alberica e riprese l'occhialetto a investigare il Cavaliere.

— Siamo a questo punto, signore mio! — riprese donna Alerama. — Le minaccie si aggiungono alle minaccie. Se faremo sfrattare i contadini dalla forza, le leghe ci boicotteranno i poderi e lei sa che cosa voglia dir questo!... Lei sa che tutte le viti saranno tagliate, gli alberi atterrati, sfregiate le bestie, senza contare che nessuno vorrà più coltivare quelle povere terre...

— E per paura!... — esclamò il Futa.

— Paura o no, il fatto è questo. E d'altra parte come non mantenere il commiato?... Non parlo della dignità nostra, del nostro decoro...