il cuor non soffre più...
Chi non canta questa musica? Chi non sa questa musica, per le rosse città della dolce terra armoniosa?...
Tutta la malinconia della razza si è raccolta per le melodie massenettiane e di queste ha fatto la sua passione. Così quando Spadarella, con la sua voce soavissima, incominciò a cantare un'aria dell'opera prediletta, tutti si rizzaron sul torso e l'estasi si dipinse su quei volti rudi e passionati. Poi fu un finimondo di applausi e, quando la piccola comparve sulla porta, lo zio Giovanni se la prese fra le braccia e le disse le cose più belle che sapeva; tutte le cose più belle che sapeva, anche se non eran troppe.
— Dunque — fece Tempestoni — lo facciamo questo contratto?... Ma sì! Deve debuttare nella sua città. Dobbiamo essere noi a tenerla a battesimo. Dove vorreste mandarla?... Questo settembre... al tempo della mia Grande Lotteria, Mostardo!... Vi preparo un teatro da leoni! Vi faccio anche il Golfo Mistico!...
— Voi fate delle chiacchiere!
— No, vi faccio il Golfo Mistico a mie spese, nel Teatro Comunale! Deve correr la gente da Milano e da Roma. Deve essere una cosa che non si è vista mai in Italia. Un paradosso!
Asdrubale Tempestoni non aveva un linguaggio preciso e usava le parole con sfumature tutte sue.
— Lo facciamo questo contratto?... Daremo il Werther, è vero Spadarella?
La piccola sorrideva senza parlare.