— Ma perchè zio?
— Il perchè è troppo lungo, bambina mia. È certo che non voglio trovarmi fra i piedi Proli.
— Allora dirò... — riprese Rigaglia.
— Ma dì tutto quello che vuoi; non mi importa niente. Io sono un fuorisacco!
E mentre Rigaglia si allontanava nella notte, il Cavalier Mostardo si strinse a Spadarella ed entrò in casa.
CAPITOLO XVI. Della morte e della cremazione di Coriolano; della scomparsa di Proli; degli amici di Ninon Fauvétte e di altre disparatissime cose.
La casa era piena e Coriolano stava per esiliarsi nel mistero. Glie l'avevano detto, glie l'avevano predicato:
— Non bere, non straviziare. Alla tua età e coi tuoi mali bisogna adoperar giudizio. Se vuoi rimanere al mondo non devi fare le strippate che fai. Bada che soffri d'asma e l'asma non perdona. Hai un cuore che fa ridere. Una volta o l'altra fai la capriola!
Ma Coriolano duro.
— Qu-qu... qu-qu... qqquando è l'ora... bu-bu... bu-bu... bbbuonanotte!