— Si. Avevi ancora gli occhi rosa quando sei venuta da me.
— Non avevo dormito.
— Sempre per lui...
— Spina Rosa, sii buona! Non ne parliamo! E Spina Rosa taceva, asciugandosi gli occhi col grembiale.
Una sera, in una stanza squallida di una casa svergognata, la povera piccola bionda del giardino tranquillo, aveva portata la sua verginità all'amore.
E non aveva trovato che la violenza insensata di un bruto. Una accorante volgarità.
Forse Paolo, nell'immensa dolcezza che ella era per concedergli, si sarebbe mostrato diverso; forse le avrebbe aperto l'anima come non glie l'aveva aperta mai; forse le avrebbe detto le cose ch'ella sospirava da tanto mai tempo e la piena gioia del loro amore sarebbe nata dal sacrifizio di lei. Ma tutto questo non era accaduto; ma ella aveva ora la sensazione straziante di essersi prostituita.
Tale sensazione le aveva approfondito gli occhi in un'ombra nuova.
Era uscita da quella casa portando con sè la morte del suo amore. Irremissibilmente. Egli era ritornato con la sciocca arroganza dell'uomo che crede ormai potersi far forte di un diritto acquisito e aveva trovato il pallido sdegno di Spadarella. Ella aveva sopportato gli occhi di lui, fissi ne' suoi grandi occhi chiari: e non aveva arrossito.
— Allora perchè sei venuta?