Insieme a Spina Rosa, a Girolamo e a Stefano sfoderarono tutte le vecchie valigie che poteron trovare fra il solaio e la cantina. E incominciarono a studiare ciò che avevano da prendere e ciò che dovevano lasciare. Fu un'opera seria e lunga nella quale Rigaglia non potè mai mettere parola.

Poi tutte le cose furono pronte. Non rimaneva che andarsene.

La casa restava in consegna a Rigaglia, ma ben chiusa in tutte le sue parti. Girolamo e Stefano rimanevano a guardia del dolce giardino fra le torri.

L'ultima notte dormirono tutti insieme in casa del Cavalier Mostardo: anzi nessuno chiuse gli occhi. Dovevan partire la mattina presto.

Alle tre, prima dell'alba, Mostardo era già pronto. Andò a svegliare Rigaglia.

— Alzati, brutto testone!

Il brutto testone si alzò grugnendo.

Quando fu pronto, il Cavaliere gli dette le ultime istruzioni.

— Ricordati ch'io saprò tutto quello che farai.

— Sì.