— Qua la mano, padron Cecco; quarantadue marenghi e pace è fatta!
— Quaranta marenghi!
La disputa si accendeva, traviava in qualche velata insolenza, ma Cecco dall’Orto non perdeva contegno e misura essendo convinto che, per l’offerta avanzata, gli avrebber condotte le bestie fino alla sua stalla lontana.
Così avvenne. Il patto fu conchiuso e fu versata una parte del prezzo.
La gente sapeva, d’altra parte, che se Ceccone dall’Orto, il mercante milionario, aveva stimato che un par di buoi non valesse più che tanto, non sarebbe stato possibile elevarne il valore perchè il parere di Ceccone imperava per tutti i mercati della grassa terra fruttifera.
Ed anche gli ultimi preser la via del ritorno. Non rimaneva, fra la scarsa ombra degli alberi, allineati attorno attorno al campo, se non qualche miserrimo ciuco che fiutava la polvere. I bifolchi e i sensali si sbandarono. Padron Cecco s’avviò solo verso lo stallatico a riprender la cavalla e già stava per uscire su la via quando si vide alle terga una donna in gramaglie che lo seguiva. Si rivolse mediocremente incuriosito. La donna si fermò e fece per calarsi la pezzuola su gli occhi, ma Ceccone disse ridendo:
— Oh! La Gilda!...
La donna levò gli occhi torvi su la rotonda faccia gioviale del mercante e non parlò.
E padron Cecco:
— Mi cercavi?... Sei a piedi?... Vuoi salire con me sul barroccino?...