— Vuoi finirla di sbuffare come un bue?

Piedipiatti rispose:

— No!... — E intonò l’inno di Garibaldi.

Taracin, taracin, taracin.

Allora, per lo spirito suo repubblicano, anche Baiocco cominciò a cantare. Le foglie erano color d’oro. Un pettirosso e un forasiepe volaron pei rami bassi a guardare. C’erano tre piccole nubi che correvano verso il sole, tutte scapigliate. Le montagne turchine pareva si fossero levate a fare una bella corona al cielo limpido.

Cispola, che era il più piccolo, guardò un contadino che passava con una vacca e per associazione di idee disse:

— Ho fame!

Ma nessuno gli badò. Pancaccia ebbe un grande sbadiglio.

E arrivarono in vista della piazza d’Armi. Quando videro le mura del Tiro a segno, qualcuno chiese:

— Ci sono?