Passò un silenzio e il vecchio rispose:

— No!

— E tuo nipote?

Pietro Aresu levò gli occhi oltre il muro di cinta quasi che le parole di mastro Giachi avessero dovuto materiarsi d’improvviso nella forma del giovinetto. Chiese:

— Dov’è?

Si udì un mormorio e qualche parola monca, poi si vide il termine di una scala a piuoli appoggiata al muro di cinta.

In quel punto il sole rotondo si spegneva nell’aria, più presso il suo termine estremo.

Il vecchio non mutò aspetto nè luogo. Era diritto su la terra nera, appoggiato alla sua vanga.

E qualcosa si agitò nell’aria. Si udì un fruscìo di rami smossi, come un frullo di voli da un albero; poi, nella zona pallida del cielo, apparve, oltre il muro di cinta, un capo ricciuto e un volto, chiaro di due grandi occhi commossi. Era una faccia pallida e fiera di giovinetto. Tutto il torso apparve e il sole era già su la terra.

Si guardarono senza profferire parola, gli occhi negli occhi.