— Andiamo!
Scalzi com’erano attraversarono la coperta in tutto silenzio. Fortunato non li guardò.
Come furono fra i cordami della prua Toni s’allungò e, puntati i cubiti sul bordo della nave, abbandonò la faccia fra le palme, fisso su l’infinita oscurità.
— Bè? — fece Gugùll.
Il vento forzava. Si udiva cantar l’acqua sotto la prora.
E Toni disse:
— Paròn Zorzi naviga a vendetta!
— Eh?...
— Ha detto a Titta-Nane: Figliuolo, questa volta non si ritorna se non col morto!
— Andiamo laggiù?