Dopo alcuni giri, egli mi si arrestò dirimpetto, esclamando con parole interrotte:

— Non me l'aspettavo... così presto!... Ah gioventù, gioventù! che non sa mettere freno alle sue passioni, che si lascia trasportare facilmente in balìa del pericolo... che non diffida dei precipizii!... mah!.. fragilità dell'umana natura!...

E continuava i suoi giri. Dopo qualche sospiro che parve sollevarlo da un peso, raddolcendo a poco a poco la voce, come un uomo rassegnato che ha preso una determinazione decisiva, soggiunse:

— Ebbene... pazienza!... pazienza!... vedremo di accomodare anche questa.... Sei molto giovane... ma privo di famiglia... e talvolta una buona compagna può salvare un giovane da pericoli gravi... Iddio benedice le buone famiglie... e il mio desiderio è di vederti contento.

A tanta bontà caddi ginocchioni ai suoi piedi, io sentiva la riconoscenza fino all'entusiasmo, la vita mi sorrideva, presi le mani di mio zio e le ricopersi di baci, e vidi due grosse lagrime che scendevano sulle guance rugose del povero vecchio, commosso dalle mie dimostrazioni affettuose. Io mi sentiva rinascere.

Poi dopo breve sosta, guardandomi con occhio benevolo,

— Su via, — mi disse, — ora puoi completare la confessione, e dirmi senza altre ambagi il nome della tua innamorata!

Mi alzai, e sorrisi ingenuamente, ma esitavo a pronunziare il suo nome. Egli mi fece coraggio dicendomi:

— Su via, sbrigati... andiamo alla fine.

Allora io dissi balbettando: