—Stamattina—disse—volevo domandarle il nome di quello scoglio là in faccia che mi piace tanto.

—Non lo so—risposi.—Non credo che abbia nome.

Dopo brevi momenti di silenzio la dolce voce riprese più sommessa, quasi timida:—Dovrebbe mettergli un nome Lei ch'è poeta.

—Lei lo sa?—esclamai.—Lei mi conosce?

—Sì signore—rispose.—Ho letto una sua novella in versi, Luisa.

—Ha letto Luisa?

Tacemmo ambedue per un buon tratto.

Una profonda, deliziosa commozione impediva a me di parlare; ed ella era rimasta sorpresa di sentir così commossa la mia voce.

—Vede che lo conosco molto—riprese finalmente.—Luisa mi ha fatto pianger tanto. Non potevo credere che l'autore fosse un uomo. Ho saputo oggi da un signore italiano ch'era proprio Lei. Credevo che fosse una fanciulla, una Luisa. Oh come desideravo di conoscerla!

—Anch'io desideravo di conoscer Lei.