Ma il Casanova (noi gli daremo il suo vero nome) non era uomo da smarrirsi di coraggio per quella fredda accoglienza. Magnetista di prima potenza, egli contava sulla forza del proprio volere per dominare quella gracile fanciulla estenuata dalle commozioni dell'amore e della paura.
Egli stese la mano sul capo di Fidelia, e accarezzando le chiome odorose per innondarle del suo fluido irresistibile, parlò con accento animato:
—Fidelia!… mia buona… mia bella Fidelia!… non era mestieri che tu mi chiamassi…. Sarei venuto ugualmente…. Anch'io numerava i giorni e le ore. Avevo bisogno di vederti. Un bacio, un solo tuo bacio potrà darmi la forza per reggere a questi ultimi giorni di prova…. Fidelia!… I momenti sono contati. Nessuno mi ha veduto entrare, nessuno mi vedrà uscire da questo luogo…. Non c'è a temere di nulla!… Oh! la mia bella Fidelia! Abbandonati agli istinti del cuore…. Poichè mi ami… poichè hai giurato di esser mia…. Mia sorella… mia sposa…. Tu mi ami: Io sapeva bene che tu non avresti negato questa gioia!… Le tue fibre sono commosse…. Allacciami il collo colle tue braccia di neve…. Che io respiri il fresco alito della tua bocca!… Le mie labbra erano arse, e la sete di amore mi avrebbe consumato, senza il refrigerio di un tuo… bacio divino!
Così parlando, il Casanova si era impadronito della fanciulla attraendola al proprio petto colla potenza affascinante della volontà.
Fidelia, inebbriata da quelle parole, da quelle carezze, si abbandonò a lui come un corpo morto. I dubbi, i terrori erano svaniti. La sua faccia inondata di lacrime era divenuta radiante. In quel momento di suprema illusione, la fanciulla sognava il paradiso.
Quel sogno fu un lampo.
Nell'amplesso di quella larva adorata, Fidelia si attendeva una inondazione di delizie. Ma appena le labbra dell'avventuriero ebbero sfiorate le sue, la fanciulla arretrò con ribrezzo, mandò dal petto un grido affannoso, e cadde al suolo tramortita. Il bacio di quell'uomo, o piuttosto di quella maschera umana, le era sembrato gelido come il bacio di un morto.
Tutta questa scena era passata rapidamente, mentre le sorelle del
Circolo, nel compartimento anteriore del palazzo, attendevano che
Fidelia ripigliasse la canzone, ovvero ritornasse nella sala per
prendere parte al convito.
Il grido della fanciulla destò lo sgomento nella piccola comitiva. L'anziana fece allentare il gran ventaglio, e le amiche di Fidelia accorsero tutte verso la gondola.
Quand'esse posero il piede nel gabinetto musicale, il Casanova era già scomparso; nessun indizio, nessuna traccia di lui.