(19) Paravento acustico. Non farà meraviglia che un secolo tanto affaticato dalla operosità dello spirito, e per conseguenza tanto nervoso, abbia dovuto ricorrere a mille congegni meccanici per proteggere i sensi e rinvigorirli. Non c'era bisogno di occhiali, prima che l'umanità imparasse a leggere ed a vegliare sulle carte al lume incerto e tremolante della candela—e così pure non venne sentita la necessità del paravento acustico e d'altri riparatori e rinforzatori dell'udito, prima che il trambusto delle locomotive terrene ed aeree, prima che il frastuono dei grandi apparati meccanici non minacciasse di ottundere anche i nervi più sani.
(20) Formola giudiziaria sostituita all'antico giuramento.
(21) La reticella vitrea è un tessuto di materie coibenti, e si impiega nei tribunali civili e criminali ad isolare i testimoni, onde sottrarli alle correnti di fluido magnetico che potrebbero pregiudicare la libera espressione di un verdetto. È un apparato semplicissimo, tanto semplice, che un arguto lettore dal nome può formarsene un concetto approssimativamente veritiero.
(22) Da oltre mezzo secolo la cremazione dei cadaveri venne da tutta Europa non solamente adottata ma prescritta come base di ogni rito funebre. Al momento di raccogliere le ceneri di un trapassato, accade talvolta di rinvenire nel centro dell'amianto funerario, al luogo ove posava il cuore del defunto, una pietra di color sanguigno più splendida e più dura dell'adamante. La superstizione si impadronì di questo fatto inesplicato dalla scienza, per fabbricarvi intorno le più strane congetture. La bella, splendidissima pietra prese il nome di carbonchio umano. Si suppose che le molecole vitali del defunto, rifuggendo, per un accidente chimico-elettrico non ancora esplorato, da tutte le estremità del corpo alle regioni del cuore, ivi si cristallizzino per formare il prezioso gioiello, che andò poi nella opinione del popolo acquistando il titolo di talismano onnipotente contro le forze occulte della perversità e della soperchieria umana.
(23) Non si dimentichi che l'ex-barone Torresani rappresenta il principio di reazione, comune a tutte le epoche.
(24) La frequenza dei suicidi e gli orrendi spettacoli che da questi si producono, indussero i governi a stabilire, in ogni centro popoloso, delle piscine dette dissolventi, le cui acque fosforiche hanno facoltà di consumare in pochi secondi il corpo che vi si immerge. Dette piscine sono ordinariamente situate nelle case di piacere, e vegliate assiduamente da due Immolate, le quali hanno l'incarico di usare ogni mezzo di seduzione per distogliere i suicidi dal funesto proposito.—Veggasi più innanzi il capitolo: Una casa di Immolate.
(25) Ai binoccoli da teatro venne aggiunto un tubo stantuffo, dal quale, con leggiera pressione, si traggono dei suoni acutissimi, somiglianti al latrato del cane, al miagolìo del gatto, ed al fischio di una locomotiva a vapore. Inutile dire a qual uso sia destinato questo istromento, la cui invenzione divenne una necessità dacchè la vastità dei teatri, e più che altro, il frastuono delle musiche perpetrate dal Terzo Wagner rese impercettibili le disapprovazioni a bocca.
(26) Piccolo velario che si abbassa sul palco di chi vuol assistere inosservato ad una rappresentazione. Si compone di una lamina sottilissima di metallo, sulla quale ordinariamente è dipinto un gran volto in caricatura. Nelle occhiaie lo spettatore nascosto appoggia ordinariamente il binoccolo.
(27) Nome delle isole scoperte e occupate recentemente dai Mormoni.
(28) Questo titolo sulle labbra di donna Transita rivela un intento di adulazione naturalissimo in una Direttrice di… Immolate.