Cessate di chiamarvi latini, tedeschi e slavi!—non siete tutti Europei? Perchè fantasticare una differenza di origine? Una è la terra che vi ha generati; identici i costumi, pari la civiltà. Per una vicenda di tristissimi secoli, invasori ed invasi, persecutori e perseguitati, rimescolati da cupidigie prepotenti, da odii ed amori nefasti, qual'è di voi che porti nel volto e nello spirito i caratteri originali della propria razza? La Provvidenza vi ha resi bastardi perchè un giorno abbiate ad abbracciarvi e chiamarvi fratelli. Qual marchio vi distingue gli uni dagli altri?… Come potete riconoscervi?—Al diverso linguaggio?—Ebbene: perchè mai questo epilogo di razze non potrà parlare la medesima lingua?… Si stabilisca una lingua per tutti—la lingua universale, la lingua cosmica!—e tutte le differenze spariranno.

Credereste?—l'idea della unificazione di Europa fu appena enunziata dai pensatori, che subito venne sancita dall'universale consenso.

Parimenti ben accetto fu il pensiero di creare una lingua cosmica; ma la scelta di questa lingua diede origine a fatali dissensioni.

I vecchi pregiudizii tornarono a galla—i puntigli si inviperirono—la lotta fu lunga e piena di fastidi.

—Inventeremo una nuova lingua?—A che pro, mentre tante ne abbiamo?
Perchè incomodare tutto il mondo allo studio di un nuovo dizionario?
Non è meglio servirci di una lingua già usata…, della francese,
per esempio, nota alla maggioranza degli Europei?

La questione fu deferita ad un congresso di filologi, i quali si adunarono a Berlino, e dopo tre anni di discussione, convennero nel proposito di creare la nuova lingua incominciando dal riformare l'alfabeto.

Quella decisione fu accolta in Europa con poco favore. Ma l'assemblea dei filologi stette dura! Erano molti, circa duemila, e caparbii.

Si accinsero in buona fede all'arduo lavoro. Si accapigliarono per ben cinque anni prima di decidere se il nuovo alfabeto avesse a cominciare coll'o piuttosto che coll'a. Millenovecentonovantanove oratori avevano parlato pro e contro. Quando l'ultimo inscritto si alzò per parlare in merito, una grossa bomba venne a cadere sul tavolo del presidente, e scoppiò con orribile fracasso.

Fuggirono tutti. Que' buoni filologi, nel calore della polemica, non si erano accorti che la razza latina e la razza tedesca trattavamo da due anni la medesima questione cogli argomenti delle bombe e delle cannonate.

I latini entrarono in Berlino la mattina del 10 gennaio 1925, e occuparono la città malgrado le proteste e le minacce di tutta la Confederazione germanica. Era fissato che quella occupazione militare affrettasse l'effettuazione delle nuove idee.