Ma silenzio…! L'ora giuridica è suonata… L'esecutore della legge ha tolte le cortine che coprivano il palco d'infamia elevato a poca distanza dalla cattedrale… Il colpevole, vestito di gramaglia, le ginocchia strette di catene e il volto velato… deve udire la sentenza…
I magistrati, i savii, gli anziani del popolo, che seggono nelle tribune laterali, si levano in piedi, si scoprono il capo… Le porte del tempio si spalancano. I sacerdoti preceduti dal gran Levita si schierano sulla gradinata, giungendo le mani in atto di preghiera.
Un colpo di cannone annunzia ai presenti ed ai lontani fratelli dell'Olona che il banditore della giustizia è salito sulla torre e sta per proferire la sentenza…
La coscienza del dovere ha imposto silenzio alla folla… Duecentomila persone ammutoliscono… al primo cenno della legge.
Qual è dunque la voce potente, che si propaga dall'un capo all'altro della città, come eco di tuono?
Il banditore della giustizia parla dalla tromba elettroeufonica, che ha facoltà di centuplicare il volume dei suoni…
L'Angelo dell'Apocalisse potrebbe servirsi di quella tromba per evocare i morti al giudizio finale.
Ascoltiamo la voce del banditore:
«A me, Federico Manfredi, banditore del Tribunale di Giustizia nella famiglia centrale dell'Olona, incombe il triste ufficio di partecipare ai presenti ed ai lontani, ai cittadini d'Italia e di tutta la Unione Europea, nonchè agli abitatori delle altre parti del globo che a noi si legarono o fecero solenne adesione ai nuovi patti sociali e politici dell'Era di Redenzione, qualmente all'adulto fratello Secondo Albani, reo, confesso e convinto di parricidio, dietro sentenza concorde dei trecento consiglieri giurati, e il voto dei savii e degli anziani del popolo, sia decretata la condanna suprema della morte civile.
«Le sagge riforme del Codice, le benefiche istituzioni civili e i tanti provvedimenti umanitarii introdotti nella famiglia sociale, resero il delitto meno frequente. Da quattro anni il nostro Tribunale di Giustizia non ebbe a giudicare alcun individuo imputato di assassinio. Ma pur troppo alle leggi e alle savie istituzioni sociali non è concesso mutare la natura dell'uomo. Il progresso ha temperato gli istinti, raddolciti i costumi; ma il germe del male, inerente alla creta viziata, non può a meno di svilupparsi in qualche individuo, e produrre il misfatto.