Meneghini puro sangue.
Da tempo immemorabile, alla vasta città dell'Olona non erano affluiti tanti forestieri da tutte parti del mondo.
Nella casa di ospitalità dell'antico Lazzaretto, ove, fino dal giorno antecedente, han preso alloggio trentamila persone—nei quattrocento palazzi di ferro che gli Anziani della famiglia hanno fatto collocare nel Campo Ausiliario, non trovasi più una sola camera disponibile.—Tutti gli alberghi di lusso, tutti gli asili gratuiti riboccano di gente.
E dire che siamo appena al mezzogiorno, e dalle cinque ferrovie giungono ad ogni tratto nuovi convogli—e innumerevoli aerostati, immense arche natanti negli spazi del cielo, si librano a trecento metri di altezza sovra il porto Corsico, attendendo il segnale della calata.
I tardi arrivati, disperando di trovare alloggio, si accalcano nelle vie, o nelle sale da rinfresco. Il grande Caffè Centrale della Associazione Gnocchi, verso un'ora pomeridiana ribocca di uomini, donne e bestie d'ogni paese.
—Gran bel Milano!—esclama uno dei vecchi abituati del Caffè, il quale da cinque ore sta seduto in compagnia di alcuni buontemponi sulla porta di Occidente.—Gran bel Milano! Per me, ho giurato di non uscir mai dalla mia città quand'anche a due miglia di distanza piovessero beccafichi arrostiti, come ai tempi di Mosè.
—Via! per una pioggia di beccafichi si potrebbe fare il sacrifizio di una piccola corsa in vapore!—dice un altro milanese.—Voi mi avete capito, caro Pirotta—in vapore!
—Che! tu! un uomo che possiede trentamila lussi di rendita… viaggi ancora coi veicoli gratuiti della Unione?
—Io amo di andare all'antica, mio caro Perelli; con questi malcreati palloni io lascio viaggiare i matti, che han voglia di rompersi il collo precipitando dall'altezza di due o trecento metri sulla cupola di qualche campanile!
—Non hai torto, mio caro Pestalozza! E pazienza se quei matti, che pretendono viaggiare nell'aria, rischiassero soltanto la propria vita!… Ma pur troppo la loro imprudenza è un continuo attentato alla sicurezza altrui. Anche ieri, causa quei maledetti palloni; avvennero quattro o cinque disastri nella nostra Milano… Il Guardapolli del giardino Balzaretti, mentre stava sulla porta della piccionaia distribuendo il grano alle bestie, ricevette sul ghigno il complimento di un lungo cannocchiale che uno dei viaggiatori si lasciò scappare di mano. Sulla piazza del Duomo, mentre la folla dei nullabbienti si accalcava presso la porta della decima Dispensa per ricevere il pane, venne a cadere una pioggia di grosse ostriche, le quali, ti giuro, non resero il miglior servizio alle nuche pelate di alcuni poveretti…