Figuratevi, dunque, se alla vigilia della grande solennità, il parroco e il coadiutore di Mirlovia dovean esser spossati!

—Peccato! esclamava don Fulgenzio, portando alle labbra un bicchiere di malvasia, questo tempaccio manderà sossopra le porte trionfali e le impalcature che abbiamo erette sul sagrato—Domattina ci converrà esser in piedi di buon'ora e rimetterci di lena al lavoro…

Ergo, andiamo a coricarci, rispose il parroco levandosi in piedi e stendendo la mano al candelliere. Son l'undici e trenta… Ho dato ordine al sacrista che venga a svegliarci alle cinque…

I due preti eran sulle mosse per salire alle loro stanze, quando alla porta della casa parrocchiale vennero bussati due colpi…

—Chi mai a quest'ora?

—Qualche disgraziato sorpreso dal temporale per via…. Don
Fulgenzio, andate ad aprire.

—Vi faccio osservare…

—Andate subito, don Fulgenzio! In una notte come questa sarebbe peccato negare ricovero, ad un cane.

Don Fulgenzio attraversò il porticato e andò a schiudere la porticella che dava sulla, via.

—Dio di misericordia!…. Venite, venite, povera signora! Si è mai veduta una creatura umana più maltrattata dalle intemperie?