Giac.—No, Deianira; le tue lezioni mi costarono un poʼ caro, ma desse mi gioveranno per tutta laʼvita. Prima di conoscerti, ero uno zotico, un imbecille, qualche cosa di mezzo fra lʼuomo e la bestia. Da te ho imparato, ciò che la famiglia e la scuola non insegnano mai, lʼarte di saper vivere....

Deian.—Le donne della mia specie sono piccole università ambulanti create dalla natura. Alla nostra scuola si diventa giganti o si muore.—Giacinto, ora puoi prender moglie senza pericolo....

Rob. (a Clementina) Sì... lʼho conosciuto a Parigi... Era intimo di mio figlio... Buon ragazzo... un poʼ sventato... un poʼ largo di cuore... del resto una pasta eccellente....

Clem.—Mi consolate. Credete voi chʼegli diverrà un buon marito?....

Rob.—Questo dipenderà da voi, mia carina. Tutti i mariti sono buoni, quando la moglie abbia il talento di renderli ciechi.

SCENA X.

Un sergente, due carabinieri e detti.

Serg. (avanzandosi) Il padrone della locanda?....

Giac.—Son io.

Rob. (a Deianira) Niente paura!