Tomm.—Ah.! siete qui...! Clementina...! va!... disponi...! A momenti verrà da noi lʼavvocato Cavillo... Lʼho invitato a far colazione (dandole una chiave) Metti in tavola le posate dʼargento e tutto il mio ricco servizio di porcellane....
Clem.—Tu... dici?....
Tomm.—Che hai? perchè tremi: sarebbe accaduta qualche disgrazia?
Clem. (gettandosi ai piedi di Tommaso) Gli è che quelle posate....
Giac.—Clementina...! Tu piangi!
Tomm.—Mi avrebbero rubata quella poca grazia di Dio?....
Clem.—No... padre!... perdono! Io credeva che trattandosi di lui....
Tomm. (con ira) Sciagurata!... Vuoi tu dunque parlare...?
Giac. (trattenendo Tommaso) Calmatevi!.... Sentiamo! (con dolcezza a Clementina) Che è dunque avvenuto di quelle posate?
Clem.—Sapendo che eri malato, che avevi bisogno di denaro... ho creduto far opera buona portandole al Monte....