Front.—Per mio conto... io direi....

Rob.—Avanzati, subalterno! Tu mʼhai un viso che promette.... Sentiamo un poʼ cosa sapresti offrirci per stimolare il nostro appetito! Rifletti bene che siamo arrivati a Montpellier collʼultimo convoglio, e naturalmente, prima di metterci in viaggio, abbiamo consumato una eccellente colazione allʼalbergo della Corona dʼOro.... Vero figliuolo del mezzogiorno, tu già comprendi che se a noi piace di rimetterci a tavola, lo facciamo al solo scopo di procurarci un mezzo innocentissimo di distrazione, che non sia quello di sfidare in sulla piazza gli spintoni dei villani e le pedate dei cavalli.... Aggiungi pure che, nella nostra qualità di individui privilegiati, noi comprendiamo i doveri della nostra posizione, che son quelli di favorire il commercio, consumando, in fatto di comestibili, quanto il nostro stomaco può comportare di più squisito e quindi di più costoso. Lode alla provvidenza, i nostri apparecchi organici a ciò destinati rispondono alle alte e generose espansioni dei nostri appetiti.—Mi hai tu compreso, o amabilissimo figlio del popolo?

Cam.—Signore: non credo esagerare affermandole che in questo albergo vi è tutto che può desiderare un forastiero della vostra condizione.... Ella potrà trovar qui ciò che si ha di meglio nelle più rinomate trattorie della centrale.

Rob.—Sentiamo!

Cam.—Vuol funghi? Trifole? Ragoste? Un pasticcio di Strasburgo?....

Rob.—A te, Frontino! Interpreta i miei desideri—ed emana sollecitamente i tuoi ordini a questo bravo garzone!

Front.—Ma... io?....

Rob.—Coraggio, nobile amico!

Front.—Ebbene: un mezzo pollo dʼIndia... o qualche altra inezia... tanto da snodare i denti.... Ho sempre inteso dire che lʼappetito viene mangiando....

Rob.—A meraviglia... (al garzone) Tu hai capito... Vattene... fa di sbrigarti... e bada di servirci in una sala riservata! Prendi (gli dà una moneta) e se farai le cose a dovere....