Rob.—Il codice?... Oramai lo so a mente.
Front.—Hai tu mai riflettuto che la nostra ultima tratta di Çette, unitamente a quella che andremo a stendere fra unʼora, ci verrebbe scontata alla banca delle Assise in quattordici anni di lavori forzati...?
Rob.—Ragione per cui bisogna assolutamente che i nostri titoli si scontino altrove.
Front.—Eppure: la è una brutta prospettiva, quattordici anni di lavori forzati!
Rob.—Converrai meco che quella dei lavori forzati a vita è una prospettiva assai meno lusinghiera...
Front.—Ne convengo...
Rob.—Orbene: ad eccezione dei pochissimi a cui le ladrerie del bisavolo o del padre han procacciato una rendita sufficiente a campare la vita, tutti gli individui della famiglia umana non rappresentano che altrettanti condannati al lavoro perpetuo. Frontino: vuoi tu smettere di fare il ladro? Entra nella galera degli uomini onesti: lavora dieci ore al giorno, e crepa inosservato e disprezzato sotto il tuo abito da fatica.
Front.—Anche disprezzato...! e tu credi?...
Rob.—La società non accorda la sua stima al lavoratore, se non il giorno in cui questi collʼopera sua abbia adunato tal patrimonio da poter dire: io non ho più bisogno di lavorare per vivere.—Orbene: credi tu che questa stima non sia comunemente accordata anche a quelli che, dopo aver guizzato parecchi anni fra gli uscieri ed i birri, ed aver scroccate ai procuratori delle assolutorie molto equivoche, si adagiano trionfalmente sovra un bel trono di banconote, guardando di alto in basso quelle milliaja di imbecilli che sudano per morire di fame?—Non vi è per la società che una sola classe di uomini disprezzabili—quelli che non hanno denaro. Il giorno in cui tu, mio povero Frontino, uscissi nella strada cogli abiti logori e le scarpe corrose per muovere al ricupero della tua patente di uomo onesto, i ricchi ed i poveri, i superbi e i cortesi, quanti infine ti occorreranno per via, si tireranno in disparte, lanciandoti una occhiata di disprezzo e quasi di abbonimento.—Alla miseria non vʼè alcuno che perdoni. Però ti consoli il pensiero, che allorquando ti avverrà di dover attraversare una piazza sovra un sudicio carretto, colle mani legate, in mezzo a due rappresentanti della tirannide; tutti gli onesti esclameranno una parola di compassione pel povero catturato, e qualcuno ti getterà una moneta mormorando: peccato! lasciarsi prendere!...
Front. (abbracciando Roberto) Mi fai piangere di tenerezza....