«Tutta la mia storia potrebbe riepilogarsi in questo solo motto: Ho peccato con molti per aver troppo amato un solo uomo.
«Ho impiegato la mia vita, come una antica sacerdotessa di Vesta, a custodire la sacra fiamma del primo amore. E ci sono riuscita!… Quand'anche la mia giovinezza, oramai spenta, avesse per incanto a rianimarsi e a prolungarsi rigogliosa fino alla consumazione dei secoli, io non amerei che lui…. non potrei amare che lui…. lui solo….
—Il fu marchese vostro marito?…domandai sorridendo.
—Oltraggerei la memoria di quel degno e rispettabile compagno della mia giovinezza—rispose gravemente la marchesa—se affermassi di averlo amato… d'amore. Mio marito fu il primo prodotto di quella sublime passione, che non avendo potuto esaurirsi nell'essere adorato, corse dietro per tanti anni ai fantasmi di una dolce reminiscenza….
«Perchè tu mi possa comprendere, è d'uopo che io risalga al principio…
»Evochiamo l'angelo della rivelazione, il Prometeo della luce, il Dio agitatore di tutta la mia vita!…
»Crederesti?… nel profferire il nome di Adolfo, io risento una commozione sì viva, che mi sembra, come l'antica fata Morgana, uscire ringiovanita dalla vasca miracolosa.
»Egli dunque si chiamava Adolfo….
»Io lo vidi por la prima volta nel giardino della nostra villeggiatura di Medolago. Figurati una sera di maggio, fresca, olezzante e tranquilla come il mio cuore di sedici anni… Sì compievo appunto i sedici anni la sera in cui mio cugino Adolfo mi fu presentato.
»Un bel giovane, di media statura bruno di capelli—presso a poco i tuoi capelli, Eugenio; più crespi, più vigorosi, direi quasi fiammeggianti di giovinezza….