Uno dei pescatori, il quale nomasi Pietro, ed era il più autorevole personaggio della brigata, parve indovinare il pensiero di Giuda, e senz'altri preamboli, lo interpellò della sua vocazione:

—Uomo di dura cervice: siete voi pronto a seguire il divin maestro?—colui che è venuto ad esaltare il povero, e ad umiliare il possidente?

—Caspita!… affare eccellente!…

—Colui che cambia l'acqua in vino?….

—Colla crittogama che c'è in giro!…. Amici miei…. contatemi pure fra i vostri!…

—Ebbene! Benedictus qui venit in nomine Domini!—concluse Pietro imponendo le mani sul capo del nuovo apostolo. Giuda lasciò fare, e picchiossi il petto come un fabbriciero alla messa, biascicando fra le gengive una giaculatoria che aveva imparata da bambino.

XXV.

—Vediamo, ora, quale impiego si può darti nella comunità, riprese
Pietro dopo breve silenzio. Sai tu leggere e scrivere?

Vi dirò… La calligrafia l'ho piuttosto buona…. So copiare… so scrivere sotto dettatura… Ma a dirvela in confidenza, io non oserei arrischiarmi in uno di quegli impieghi che si chiamano di concetto…. Il mio forte è, come dissi, la calligrafia—nella aritmetica, non faccio per vantarmi, credo che pochi mi stiano al pari—: ho finito il mio corso di ragioneria a Gerusalemme, insomma ho tutte le disposizioni e le doti necessaire per essere un buon impiegato d'ordine…. come a dire un amministratore, un cassiere, un sorvegliante dei registri…

—Un cassiere!…. esclamò Pietro con visibile commozione. Che vi pare, apostoli colleghi?… non sarebbe omai tempo che la società avesse un cassiere?…