Lavorò settant'anni;
Vecchio, pien di malanni,
Dalla miseria afflitto,
L'umile sottoscritto
Nella carità pubblica
Solo or confida, e spera
Che l'ospizio dei cronici
Lo accolga, o la galera.

CONFORTO

Dalle nuziali soglie
Ieri fuggia tua moglie….
E contro Lui ti irriti!
E piangi…. o imprechi a Lei.
Pensa a quanti mariti
D'invidia oggetto sei!
RAFFRONTO STORICO

Se il ver narrarono,
L'oche strillando
Un dì salvarono
Il Campidoglio;

I nuovi pàperi
Cianciando, urlando,
Fan dell'Italia
Barbaro spoglio.

LUSSO E MISERIA

A Recöaro, a Lévico,
In voluttà fastose
Smorzan la febbre isterica
De' Semidei le spose;

E mentre ai balli sciupano
Le fibre e il lusso infame,
Geme dai folti strascichi
Del popolo la fame.
A GELLIO MALATO

Sovente udiam ripetersi
Dai funebri oratori
Che i buoni, i giusti muoiono
E restano i peggiori;

Di tal sentenza, o Gellio,
Quanto tu dei gioire!
Morbo crudel ti logora,
Ma tu non puoi morire.