(Breve silenzio.—Didone rimane immobile alcun tempo colle braccia levate—poi, riscuotendosi, riprende:)
Did. Anna: dilette ancelle... Ritiratevi fino a nuovo ordine... Nell’eccesso del mio cordoglio, io dimenticava di propiziare gli Dei... Recitiamo una dozzina di Deprofundis in suffragio dell’augusto defunto.
(Didone va ad inginocchiarsi in un lato della sala, e raccoglie il capo nelle mani nell’attitudine di chi prega fervorosamente).
SCENA QUINTA.
Il Questore e dette.
(Mentre Anna e le ancelle muovono per uscire, il Questore si presenta sulla porta).
Questore. È permesso?
Coro. Zitto!... Sottovoce!...
Berta. Piano, per carità!...