Did. (col più vivo interesse). Sono dunque ben terribili questi Troiani. Ma non bisogna dimenticare che una regina rappresenta la nazione... Io non posso ricevere quei signori con questo abito dimesso e coi capelli coperti di cenere... Voi li introdurrete, e direte loro che abbiano la pazienza di aspettare sino a quando io non abbia fatto un poco di toelette. Voglio riceverli pomposamente, nella gran sala delle cariatidi.—Mi avete inteso?

Quest. Ho inteso... ma temo che la frittata...

Did. La frittata?! Che parole son queste?

Quest. Nulla! Ho sempre in mente quel troiano che guardava mia moglie... Perdonate regina... Volo ad eseguire gli ordini vostri. (Si inchina e parte.)

SCENA SESTA.

Didone avviandosi lentamente alle sue stanze.

Did. Un principe di sangue reale!... Giovane!.. di trent’anni circa!... Biondo!... Il mio Sichéo non era biondo... Egli era castano... color castano misto... tendente al chiaro... Un eccellente uomo quel mio Sichéo!... Un po’ floscio... un po’ secco... (tremolo di violini) Malaticcio... Ah! ci voleva della indulgenza... a soffrirlo... in questi ultimi tempi! Mangiava fuori di misura... fumava come un caporale... era dedito ai liquori... si istupidiva coll’absinzio... Senza fargli torto... da cinque anni egli era completamente imbecillito... Egli si è suicidato... Oh! il mio povero Sichéo!... De profundis clamavi ad te, domine... (Entra nelle sue stanze).

SCENA SETTIMA.

Enea—Acate—Meronte—Ippanto—Clissandro e circa quattrocento Troiani entrano in punta di piedi dalla porta sinistra.—Si avanzano cautamente.—L’orchestra esprime la loro esitazione e più che altro il loro immenso appetito.—Enea, Acate, Meronte, Ippanto e Clissandro si terranno per qualche tempo in disparte.