Mia madre era sensibile...
Di tutti avea pietà.
Lalarà—lalarà.

II.

Di scendere a Cartagine
Giunone mi ha ordinato;
Enea co’ suoi famelici
Troiani è qui arrivato;
Vuole l’amabil Dea
Che quel briccon di Enea

E la regina vedova
Delirino d’amor.

Quand’ella passerà,
La freccia scoccherò;
Se una non basterà,
Venti ne scaglierò,
Così quel sen grassissimo.
Forse trapasserò.

Mettiamci in breccia
Coll’arco in mano...
Ecco una freccia
Che andrà lontano...
(guarda verso la galleria)

Ella si appressa...
È proprio dessa...

Larà—Larà!

Questa per certo
La colpirà.

(tira il colpo e fugge).