La povera fanciulla si era gettata sul letto come persona affranta... E nondimeno, vedendo entrare la madre, ella ebbe la forza di levarsi, di correrle incontro e di gettarsele ai piedi per disarmarne la collera...

—Oh! che hai tu fatto... figliuola mia?... A quest’ora!... in giardino!... con un uomo... che forse non è uomo...!

—Per pietà... non rimproverarmi, non affliggermi d’avvantaggio, mia buona madre!... Confesso che io mi ebbi torto... e te ne chieggo perdono. Quando tu lo dicevi... avrei dovuto credere... senza bisogno di altre conferme... Mi era venuto un dubbio... Mi pareva tanto inverosimile che il mio Lodovico...

—Ed ora?...

—Ora non v’è più dubbio!

—Dunque egli stesso ha confermato?...

—Ma se ti dico, mamma... che non v’è più dubbio!

E all’indomani, per mezzo della solita messaggiera, Virginia inviò a Lodovico una lettera di formale congedo. Quella lettera non ammetteva repliche.

Due giorni dopo, il cavaliere Lodovico Albani lasciava la borgata di L.