...Scendere e salir per l'altrui scale

le buone fanciulle lasciano su tutti i gradini una piccola porzione del loro cuore. Ma io non bado alle crestaie.... e molto meno alle lavandaie; in campagna ho bisogno di poesia... e di amore, e tuttociò che mi richiama al pensiero le mie fralezze cittadine, mi fa montare il rossore sul volto. Io cerco avidamente le dodici fanciulle dalla veste bianca e dal nastro azzurro.—Più si avvicina il momento desiderato, più aumentano le mie ansietà.

Ma le campane suonano l'ultimo richiamo, e la turba dei divoti entra confusamente nella chiesa, mentre io e Francesco restiamo nell'atrio ad attendere.—Esse debbono passare per di là, ed io potrò meglio contemplarne la bellezza. L'incerto lume della notte sovente inganna anche i più esperti osservatori; le nostri grandi dame di città, le quali appaiono sì belle al riflesso d'una lampada o d'un becco di gaz, perdono ogni attrattiva quando si mostrano alla schietta luce del giorno!

Io spero aver prodotto in quelle anime sensibili una dolce impressione. Non abituate alla vista di un giovine civilmente vestito, quelle fanciulle non potranno resistere alla seduzione del mio gilet di velluto e della mia cravatta di seta. Ma non ho io giurato di rimaner celibe? È vero; ma ho anch'io la mia piccola dose di vanità, e non ho a male se una donna mi riguardi con compiacenza. V'è tanta eloquenza negli sguardi d'una giovinetta che sente alle estremità dei nervi la prima prurigine dell'amore! Con un solo muover di ciglia essa dice ben più che non il Petrarca col suo grosso volume di sonetti.

Grazie al cielo ho finito di attendere—Le fanciulle di Nyon muovono verso la chiesa, e se ieri sera mi parvero belle, oggi discopro in esse novelli pregi, novelle perfezioni. Decisamente lo apparir belle soltanto di notte è privilegio delle lucciole e delle grandi dame.

Per Dio! che significano questi dispetti? Sono esse timide tanto che non osino levare lo sguardo? Perchè nel passarmi d'accanto le fanciulle di Nyon fanno quelle smorfie disdegnose; mentre i padri, i tutori, gli zii mi fulminano del loro austero cipiglio!

V.

A questa domanda seguì immediatamente nell'interno della mia coscienza una risposta crudele... Ciò che altre volte mi era accaduto nel mio pellegrinaggio sentimentale, ciò che inesorabilmente mandò a vuoto tutte le mie intraprese più serie in fatto di amore; il grande, l'insormontabile ostacolo mi si parava dinanzi all'indomani del mio arrivo—prima ancora che io avessi concepita nonchè espressa una speranza legittima sul conto delle avvenenti figliuole...

Ed esse sfilavano dinanzi a me cogli occhi bassi, e torcevano il collo sdegnosamente, e si affrettavano ad intingere la bella manina nel vasello dell'acqua santa per cacciare la tentazione col segno di croce.

In verità, che a vedere quel gesto di religioso dispetto, mi parve anche intendere parecchie voci pronunciare il vade retro Satana degli esorcisti.