»Crederesti?... nel profferire il nome di Adolfo, io risento una commozione sì viva, che mi sembra, come l'antica fata Morgana, uscire ringiovanita dalla vasca miracolosa.

»Egli dunque si chiamava Adolfo....

»Io lo vidi per la prima volta nel giardino della nostra villeggiatura di Medolago. Figurati una sera di maggio, fresca, olezzante e tranquilla come il mio cuore di sedici anni... Sì! compievo appunto i sedici anni la sera in cui mio cugino Adolfo mi fu presentato.

»Un bel giovane, di media statura, bruno di capelli—presso a poco i tuoi capelli, Eugenio; più crespi più vigorosi, direi quasi fiammeggianti di giovinezza....

»Ma che giovano le descrizioni? La bellezza giovanile ha dei segreti che la parola non può rilevare, nè la tela riprodurre...

»Fra Adolfo e me corse un'occhiata fuggitiva—due correnti elettriche si stabilirono fra i nostri giovani cuori.—Adolfo arrossì—io tremai—ci ricambiammo i complimenti della presentazione con voce fioca e convulsa....

»Mia madre disse:—Eccoti, Ortensia, un egregio dilettante di flauto, che verrà, noi vogliamo sperarlo, a deliziare qualche volta il nostro soggiorno campestre!

»Sarò ben felice, rispose Adolfo senza guardarmi in volto, di fare un poco di musica con voi, amabile cugina... Tutti vi dichiarano prodigiosa al pianoforte... Suoneremo dei duetti!...

»Io risposi con un'occhiata affermativa e un inchino da collegiale... Poi, per nascondere la mia viva agitazione, mi allontanai da Adolfo e da mia madre, facendomi a percorrere tutta sola i viali del parco...

»Quella notte non potei prender sonno... La bruna capigliatura di Adolfo, il suo sguardo di fuoco, il bianco e profumato sorriso, la voce insinuante, magnetica—tutto si rifletteva, come una iride voluttuosa, nel vivo cristallo della mia vergine fantasia...