»Dopo la morte di mio marito—cessati gli eccitamenti quotidiani del flauto—disingannata dalla società—insterilita da una sequela di sfortunate emergenze—nel mio cuore si spensero le ultime faville della sensibilità.—Perfino la imagine di Adolfo cominciò a presentarsi sbiadita nelle mie ricordanze!

»Una crisi terribile è questa nella esistenza della donna, quando in lei inaridiscono i più nobili affetti!... Molte sconsigliate, a questa epoca della vita, trabordano in ridicole civetterie; talune si danno al giuoco altre a tiranneggiare la gioventù, a tormentare la famiglia col pretesto di educare; moltissime si consacrano alla devozione, offrendo ai preti un logoro avanzo, e a Dio il rifiuto dei preti!

»Meglio ispirata, io mi infervorai di patriottismo, e presi parte alle agitazioni politiche del momento!

»Era giorno di festa per Milano!... I Tedeschi scappavano a rompicollo... entravano i Francesi, i Piemontesi, i nostri!... Inebbriata di entusiasmo, apersi la mia casa ai liberatori, e il primo dei miei ospiti—uno zuavo, tutto ancor polveroso e schiumoso per le fatiche della marcia—non mi lasciò tempo da esprimergli la mia riconoscenza, e fece un assalto di sorpresa, che... per mia sbadataggine... gli riusciva a meraviglia. Che poteva io, debole donna, contro un espugnatore di Malakoff? Da qualche tempo non ero più abituata a simili assalti.... nè avrei osato sperare... cioè... temere, che per me sussistessero ancora di tali pericoli!

»Or vedi fatalità!—Un bersagliere piemontese... si accorse, od ebbe sospetto, della buona fortuna toccata allo zuavo, e il giorno istesso mi fece delle proposte, che la mia virtù non poteva a meno di respingere fieramente.—«Oh!... sta bene!... esclamò il bersagliere con accento desolato: tutto pei Francesi... e niente per noi... Quale disgrazia chiamarsi soldati italiani!...

»Quelle parole mi trafissero l'anima;—io compresi che il povero figliuolo si teneva umiliato dalle mie ripulse... Era offeso dalla preferenza accordata allo zuavo... Mi credette avversa al Piemonte... Era mio dovere disingannarlo—e lo feci con tutto il cuore.

»Una scena poco dissimile mi accadde più tardi con un povero soldato di linea, il quale parimenti si lagnava che i bersaglieri, in grazia della uniforme più elegante e bizzarra, venivano di preferenza festeggiati. Quel ragazzo mi fece pietà; volli consolarlo... E se io non mi fossi ribellata al quarto pretendente—un turcos dall'aspetto terribile—avrei forse evitato una rissa fra soldati, nella quale il mio patriottismo fu rivelato ed esposto agli ignobili commenti de' miei concittadini!... Non importa! Io perdono ai giornalisti la indegna interpretazione di quel fatto! Ho agito per patriottismo, e col massimo disinteresse... La mia coscienza è tranquilla!

»Or bene, Eugenio; posso io sperare che tu mi abbia compresa?...

CAPITOLO V.