—Egli monta... ma io...
—Che?...
XVII.
—Angiolina! mia ottima Angiolina! Queste frasi tronche... il pallore del tuo volto... la tua agitazione... Esiteresti forse?... Ora che la fortuna ci è seconda... che ogni ostacolo è tolto; dimmi, uno scrupolo puerile, una paura irragionevole ti arresterebbe...? Quali pericoli, Dio buono?—Tuo marito dovrà stare in fazione per ventiquattro ore... Tu vedi bene che non può esservi pericolo. La guardia cittadina è considerata come la più liberale delle istituzioni, perciò appunto che essa accorda ogni mese ventiquattro ore di libertà alle mogli ed ai mariti...
—Oh! la libertà!...
XVIII.
Angiolina sospira l'ultima esclamazione coll'accento del più vivo cordoglio; ma la virtù ha lottato già troppo contro la passione tiranna...
Il giovine sottotenente volle stringere nella sua mano la mano di Angiolina; ma in luogo delle dita morbide e voluttuose, strinse un corpo solido e gelato—era la chiave del portello!
XIX.
Angiolina è rientrata nel domicilio coniugale.