—Noi non partiremo di qui, se prima non ci si rende giustizia!—grida uno della folla.
—Sì! giustizia per tutti!—risponde il caporale—dunque: cominciate a dar l'esempio voi col rispettar le leggi...
—È una vera infamia, una vera abbominazione, signor caporale!
—Queste parole sovversive non stanno bene sulla bocca di liberi cittadini!... Signori: per la seconda volta io li prego di ritirarsi... Loro sanno meglio di me che il ministero, fino a quando abbia il suffragio della maggioranza della Camera...
—Eh! che del ministero a noi non importa un cavolo!... Noi vogliamo una riparazione per la villania che ci venne fatta... Noi non partiremo di qui, se prima non viene arrestato quel mascalzone che osò gettare dalla finestra...
—Ma dunque, loro signori?...
—Ella non sa come sia cominciata questa faccenda... La sappia dunque, signor caporale, che eravamo una compagnia di amici... Si veniva dal Bettolino—si cantava la marsigliese...
—La marsigliese!... Loro signori vedono bene... che non si può permettere...
—Si cantava dunque la nostra marsigliese italiana, che comincia colle parole: Daghela avanti un passo!... Ci fermiamo alcuni minuti sotto quelle finestre per intuonare le voci... Si prova—si riprova il pezzo—e appena riusciamo a metterci d'accordo—patatach! dalle finestre del terzo piano piomba in mezzo al nostro circolo una catinella d'acqua, seguita dal fragile recipiente!
—È dunque vero quanto ascolto!—esclama il caporale, volgendo gli occhi alle finestre del terzo piano.