Frattanto un po' di riposo e un po' di sonno gli faranno bene. La scienza non guarentisce l'uomo dalla stanchezza e dal freddo — e il signor Frigerio, oltre all'essere spossato, è tutto fradicio e intirizzito.

Finalmente ecco la casa — la porta è chiusa — picchiamo!

Nessuno risponde.

Picchia di nuovo — muti!

— Son dunque tutti morti in questa casa?... Ohe! la fattora! Checchina! venite ad aprire, ch'io muoio annegato dall'acquazzone!

Scorsi dieci minuti, un lumicino apparisce alla finestra...

— È lei, signor forastiero?

— Son io, Checchina! venite abbasso... e presto, per carità...

La finestra si apre, e la Checchina mette fuori il capo avvolto nella cuffia da notte.

— Io credevo che con questo tempo da inferno ella non tornasse a casa stanotte... Ora vengo subito ad aprire...! Ohimè! il lume s'è smorzato... Dove sono gli zolfanelli? Mi sono scordata di portarli nella camera... Attenda un poco... Bisogna che io scenda in cucina a tastoni!