— Obbrobrio della nazione! grida il Gallina stendendo i pugni dal parapetto...
I signori Frigerio e Zannadio a cavallo attraversano la piazzetta, e rispondono con inchini ai viva entusiastici della moltitudine...
Un tale avvenimento, che riempie di meraviglia il Gallina e gli altri onorevoli membri della Commissione popolare, non parrà strano ai nostri lettori. Il medico Franchetti e i di lui colleghi, mentre l'assemblea stava deliberando, hanno spiegato al popolo l'equivoco delle spie; e il popolo, persuaso dalla autorevole testimonianza di parecchi milanesi i quali assai bene conoscono il signor Frigerio e il signor Zannadio, si affretta con una dimostrazione di simpatia e di rispetto a compensare i due professori del danno patito.
— In nome della patria, in nome del pubblico decoro, in nome di tutti i miei compaesani di Menaggio, io protesto contro l'illegale manifestazione di una plebe sedotta, fors'anche comprata dall'oro austriaco! grida il Gallina, volgendosi ai membri dell'assemblea.
— E noi tutti protestiamo! rispondono in coro i deputati.
— Siete voi disposti a morire? chiede con enfasi il Gallina agli onorevoli membri. — Siete voi disposti a morire per la salute della patria?...
Gli onorevoli esitano a rispondere. — La interpellanza è troppo compromettente...
— Signori! — io ve lo chiedo per la terza ed ultima volta: siete voi disposti a morire per la salute della patria?
— Io conosco troppo bene i miei doveri di deputato del popolo, risponde uno degli astanti. — Chi rappresenterebbe, chi illuminerebbe, chi governerebbe la nazione, se i deputati morissero?... Vivere è un diritto pel resto degli uomini — per un rappresentante del popolo è dovere!
— Bene! bravo! viva il maestro Gandolla di Bellano! — gridano gli altri deputati, che in questa ispirata risposta riconoscono la propria salvezza.