— Poichè il signore è tanto buono da... E trattandosi anche di onorare un illustre personaggio, che ha fatto adesione al nostro re amatissimo, io non ho difficoltà per questa volta...

— Viva Garibaldi! grida il fanciullo dopo aver vuotato un bicchiere di vino eccellente...

E tosto le guancie del fanciullo si fanno di porpora, e gli occhi vibrano lampi di luce.

— Resta ancora un brindisi a farsi, mio bel figliuolo, riprende Teobaldo... Non bisogna dimenticare nessuno degli uomini insigni, che cooperarono alla redenzione dell'Italia... Sarebbe ingratitudine, sarebbe viltà!... Pur troppo vi hanno taluni, che disconoscono i servigi resi alla patria da quell'indomabile cospiratore, che parlò quando tutti tacevano, che gettò un guanto di sfida a tutti i tiranni di Europa, che creò colla potenza della sua parola tanti eroi e tanti martiri... Sai tu, figliuolo mio, di chi intendo parlare?...

Il fanciullo fissa in volto a Teobaldo due occhi stralunati... Egli vorrebbe indovinare il pensiero del suo interlocutore, onde procacciarsi la di lui benevolenza e ottenere qualche ghiotto boccone, in ricambio della sua perspicacia...

Dopo breve silenzio, il fanciullo batte le palme, monta sovra una sedia, e attirando l'attenzione dell'adunanza, strilla a tutta voce: Oh! lo so ben io... Ora mi rammento...

— Qua il bicchiere, figliuolo mio! e beviamo un altro sorsetto alla salute del grande uomo. Dunque... viva chi?

— Viva Gyulai! grida il figlio del signor Regola alzando il bicchiere.

Questo brindisi inaspettato eccita un mormorio di riprovazione in tutti i circostanti. Teobaldo lascia cadere il bicchiere sul piatto del conte Bisciolla, e la moglie del regio impiegato levasi furiosa dal proprio scanno, dirigendosi alla volta del fanciullo:

— Sei tu già ubbriaco? gli grida — e ti pare che queste sieno cose da dirsi nemmeno per burla?... Gridare: viva Gyulai!... Ma come mai ha potuto venirgli in mente!... Giù da quella sedia, briccone! a letto, a letto subito!... S'è mai dato uno scandalo di tal genere?...