Appena il De Mauro fu uscito, il marchese ricadde sulla sua seggiola, e volgendosi alla figlia:
— Tu avrai già capito di che si tratta, le disse con voce sommessa. — Il figlio del signor De Mauro aspira all'onore della tua mano... e il di lui padre vorrebbe farmi credere che fra voi altri due vi siate già scambiate delle promesse... le quali poco o nulla conterebbero...
— Voi sapete che una mia promessa conta sempre per una promessa — rispose Enrichetta col piglio severo e quasi sprezzante ond'ella era usa a trattare con suo padre. — La mia fede è impegnata col signor Edoardo De Mauro; è l'unico giovine che io riconosca degno dei miei affetti e della mia stima. Solamente mi reca maraviglia ch'egli abbia scelto questo momento per realizzare i nostri desiderii!
— Dunque a me non resta da far altro che... obbedire e apporre la mia firma! Come i tempi sono cambiati...! Una volta, il figlio di un mercante non avrebbe nemmeno osato levare lo sguardo sulla figlia di un nostro pari... quand'anche... Ma adesso!... Viva la costituzione!... Viva la libertà!... Viva la democrazia!... Ah! ci vorrebbe, per farla compiuta, anche un poco di repubblica...
Enrichetta, senza badare alle querimonie di suo padre, che erano il ritornello quotidiano, si avviava per uscire dal salotto — quando il marchese, ingrossando la voce in segno di collera — Ebbene — domandò — cosa si ha da rispondere a quei signori? È ella disposta, la signora marchesina Contareno, a mettersi a tavola domani colla ditta Mauro e compagni?... Sentiamo!
— Io sono fidanzata al signor Edoardo da oltre cinque mesi — rispose la fanciulla — ecco la sola risposta che io possa darvi. Del resto fate voi!
Il marchese, appena uscita la fanciulla, si accostò allo scrittoio, e sopra un biglietto di visita segnò le seguenti parole:
«Tanto io che mia figlia Enrichetta aderiamo al vostro cortese invito, e domani, all'ora indicata, saremo da voi.»
— Ad ogni modo, non è un cattivo affare — borbottò il marchese deponendo la penna — mia figlia è una testa positiva.... essa tende alla aristocrazia dei milioni!